
Ok, American Music Club non è il nome più cool della storia, lo so. Ma non lasciamoci condizionare, la musica è di alta qualità, fatta di rock, folk e punk. Guidati per strade impervie fin dai primi anni Ottanta da capitan Mark Eitzel, la band di San Francisco ha sempre proiettato sugli appassionati di rock un fortissimo appeal e vederli dal vivo è un piccolo appuntamento con la storia. Timido e crepuscolare, Eitzel esprime un lato filosofico, funereo e trasognato presente in ognuno di noi. Come un Morrissey sempre ubriaco, un Neil Young senza epilessia, un Bruce Springsteen con meno testosterone. Sciolti nel 1996, gli AMC si riformano (si, è una reunion) per pubblicare nel 2004 "Love Songs for Patriots". Conviene quindi cogliere quest’occasione poiché non si sa quanto suoneranno ancora in giro. Il chitarrista Vudi, per esempio, guida un autobus a Los Angeles e non riesce facilmente a ottenere ferie per andare in tour. Radiohead e Coldplay, che dichiarano di essere stati influenzati dagli AMC, sicuramente non hanno gli stessi problemi. Lisa Papineau, americana trasferitasi a Parigi, collaboratrice di Air e Money Mark, aprirà lo spettacolo con la sua elettronica di classe dalle citazioni colte.
articolo di Enrico Molteni
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