
Quando non mi basta, quando la magia e l’energia notturne sono ancora troppe, al punto di riuscire a toccarle, c’è un coro da stadio che parte: “Tutti al Sax!”. Dai punti nevralgici della notte torinese convergono quindi nel club più underground della città le anime dannate, coloro a cui non basta mai. Ultimamente sempre più affollato forse grazie alla primavera, il Sax non risulta marcio. Al contrario, gode di un’atmosfera fresca e allegra, anche se lievemente (e giustamente) ovattata e psichedelica. Le scene più inverosimili sono fuori, davanti l’entrata, dove passano corridori mattinieri o nonni con il passeggino. Il sole è quasi alto, e il fiume scorre forte come non l’ho mai sentito.
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